Biblioteca Franco Serantini

Anteo Zamboni

Tipologia Oggetto
Data cronica July 25 1958
Lapide a Anteo Zamboni Bologna
Lapide a Anteo Zamboni Bologna

Tipologia

Lapide

Indicazioni sul soggetto

Al ritorno dall'inaugurazione del congresso scientifico tenuta all'Archiginnasio di Bologna l'auto di Mussolini, un'Alfa Romeo rossa guidata da Leandro Arpinati, svoltando in via Indipendenza all'altezza del Canton dé Fiori, è fatta oggetto di alcuni colpi di pistola. Il duce rimane illeso: un proiettile gli ha lacerato la fascia del Gran Cordone Mauriziano (rimarrà esposta a lungo, come un cimelio, nel negozio Old England dello squadrista Giuseppe Ambrosi) e si è conficcato nell'imbottitura dell'auto. Un gruppo di fascisti si avventa immediatamente sul giovane Anteo Zamboni, studente bolognese di 16 anni, e lo massacra a colpi di pugnale. Saranno successivamente arrestati e condannati il padre, la madre e i fratelli di Anteo, tutti di fede anarchica. Nel 1932 l'avvocato antifascista Roberto Vighi invierà a Mussolini un lungo memoriale a difesa del padre di Anteo, condannato a 30 anni di carcere con accuse superficiali e incongruenti. Le circostanze dell'attentato rimarranno in gran parte oscure, per ammissione dello stesso Mussolini. Sarà messa in dubbio la paternità del gesto e si ipotizzerà una responsabilità dell'ala radicale del fascismo guidata da Farinacci e dello stesso accompagnatore del duce, Leandro Arpinati. Proprio a seguito dell'attentato di Bologna saranno emessi una serie di provvedimenti eccezionali che sanciranno in Italia l'avvento di un regime dittatoriale, con la fine della libertà di pensiero e di stampa, lo scioglimento dei partiti antifascisti, l'istituzione di tribunali speciali per gli oppositori del regime e la reintroduzione della pena di morte.

Iscrizioni

Trascrizione
Bologna di popolo / congiuntamente onorando / i suoi figli eroi immolatisi / nella ventennale lotta antifascista / con questa pietra consacre nei tempi / ANTEO ZAMBONI / per audace amore della libertà / il 31.10.1926 qui trucidato / martire giovinetto / dagli scherani della dittatura.

Descrizione fisica

Lapide di marmo

Condizione giuridica

Comune di Bologna

Fonti collegate

Celebrato solennemente il 25 luglio 1943, in «La lotta. Organo della Federazione provinciale bolognese del Partito comunista italiano», 31 lug. 1958.
L. Arbizzani, Sguardi sull'ultimo secolo. Bologna e la sua provincia, 1859-1961, Bologna, Galileo, 1961, p. 152. (foto): p. 153.
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Dal Santerno al Panaro. Bologna e i comuni della provincia nella storia nell'arte e nella tradizione, a cura e coordinamento di C. Bianchi, Bologna, Proposta edizioni, stampa 1987, vol. I, p. 81.
B. Dalla Casa, Attentato al duce: le molte storie del caso Zamboni, Bologna, Il mulino, 2000.
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R. Vighi, Per il socialismo, l'antifascismo, le autonomie. Scelta di scritti e discorsi dal 1914 al 1970, Bologna, Provincia, 1984, p. 72 sgg.
C. Volta, Biografie di militanti nell'antifascismo e nelle lotte del lavoro, Bologna, Brechtiana, 1983, p. 16 (difesa dell'avv. Vighi).

Note

Ubicazione: Bologna, Piazza del Nettuno 3, facciata Palazzo della Borsa

Link esterni

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Ente

Persona

provincia