Biblioteca Franco Serantini

NABRUZZI, Ludovico

Tipologia Persona

Intestazione di autorità

Intestazione
NABRUZZI, Ludovico

Biografia / Storia

Nasce a Ravenna il 27 giugno 1846 da Ettore, chimico farmacista, e Clotilde Rossi, che entrerà nella sezione femminile internazionalista del Fascio operaio di Bologna. Compiuti studi giuridici, N. si impiega come scritturale. Nel maggio 1870 assume l’incarico di redattore e, successivamente, di direttore responsabile de «Il Romagnolo», settimanale repubblicano di Ravenna. Dopo la Comune di Parigi, N. abbandona il partito mazziniano e si orienta politicamente in senso internazionalista. Apre un aspro dibattito contro il partito repubblicano su «Il Romagnolo», giornale ormai allineato su posizioni socialiste. Nel novembre 1871 N. chiede al Consiglio generale di Londra, con il quale è in corrispondenza, di affidare a qualcuno l’incarico di venire in Romagna per constatare lo sviluppo del movimento internazionalista nella regione. Contemporaneamente, entra in rapporto epistolare anche con M. Bakunin, sulle cui posizioni si trova sostanzialmente allineato. Entra nel consiglio federale della sezione Fascio operaio dell’Internazionale di Ravenna, fondata, anche con il suo contributo, il 1° gennaio 1872, e che conta, già al momento della sua costituzione, circa 200 membri. Il 23 gennaio Bakunin invia a N. una lettera indirizzata agli internazionalisti romagnoli, nella quale esprime il suo dissenso nei confronti delle deliberazioni approvate alla Conferenza di Londra e delle funzioni attribuite al Consiglio generale. Partecipa all’organizzazione del i Congresso regionale delle sezioni del Fascio operaio dell’Internazionale romagnola (Bologna, 17-21 marzo 1872), che adotta i principi dell’anarchismo. Nell’aprile successivo N. si reca insieme con Domenico Trombetti a Caprera per convincere Garibaldi a trovare il modo di conciliare internazionalisti e mazziniani. Durante la riunione straordinaria (14 giugno 1872) del consiglio regionale del Fascio operaio di Bologna, di cui N. è membro, insieme a A. Costa, F. Orsini e L. Guardighi, si decide di convocare una conferenza nazionale. Per fissare la linea operativa sulla quale attenersi, N. raggiunge Bakunin a Locarno, dove ha la possibilità di essere ammesso nella Fratellanza internazionale. Come rappresentante di Garibaldi e come delegato della sezione di Ravenna, N. partecipa alla Conferenza di Rimini (4-6 agosto 1872) e viene eletto alla vicepresidenza. In settembre, a Zurigo, insieme a Bakunin, Costa, Cafiero, Malatesta e altri, N. partecipa a un convegno in cui vengono preparate le mozioni da presentare al congresso internazionale federalista di Saint-Imier (15-16 settembre 1872). N., così come gli altri delegati italiani al congresso, ha il mandato imperativo di troncare le relazioni con il Consiglio generale di Londra. Insieme ad Costa e M. Guglielmi, N. viene nominato membro della cdc al congresso di Bologna della Federazione regionale italiana (15-17 marzo 1873). Il fratello Giuseppe e altri internazionalisti vengono arrestati il secondo giorno del convegno. Dopo l’insuccesso dei moti insurrezionali di Bologna, N. ripara in Svizzera. Al congresso della Lega universale delle corporazioni operaie (31 agosto 1874) di Ginevra, N. e T. Zanardelli sottolineano l’importanza del sostegno della Lega alle azioni di resistenza rivoluzionaria armata. Verso la fine del 1874 N. apre un’agenzia commerciale, mentre il fratello Giuseppe, nominato segretario della Società italiana di mutuo soccorso, collabora alla redazione del «Repubblicano della Svizzera», diretto dall’avvocato Leone de Stoppani. Nel novembre 1875 N. e Zanardelli, divenuti socialisti legalitari, fondano la sezione del Ceresio, affiliata alla Federazione giurassiana, ma orientata in senso antianarchico. Nel dicembre N. pubblica l’«Almanacco del proletario per l’anno 1876», al quale collabora Benoît Malon, contrario alla linea insurrezionale anarchica. Il 14 aprile 1876 N. partecipa, insieme a Malon, E. Bignami, Favre, Zanardelli e altri, alla conferenza di Lugano –che sostituisce il congresso previsto per il 7 febbraio –, dove si adottano risoluzioni favorevoli alla partecipazione degli internazionalisti alla lotta politica ed elettorale. Incaricato di redigere il documento di scissione dalla Federazione giurassiana, votata unanimemente il 18 agosto 1876, N. sostiene, in disaccordo con gli anarchici, il ruolo di primo piano degli operai, rispetto ai lavoratori, nel processo di trasformazione socialista. Recatosi in Francia nel 1877, N. lavora, insieme con Zanardelli, in una tintoria di Puteaux. A Parigi, dove è in contatto con il gruppo socialista di Costa e con alcuni membri della sinistra repubblicana, con il deputato Édouard Lockroy in particolare, N. viene arrestato, in quanto internazionalista, il 23 marzo 1878, insieme a Costa, Zanardelli e Anna Kuliscioff, e liberato dopo alcuni giorni. Espulso dalla Francia, dopo un breve soggiorno in Svizzera, N. ritorna a Parigi, entra in contatto con J. Guesde e diventa corrispondente alla redazione dell’«Égalité». Collabora anche alla «Plebe» di Milano. A nome di un comitato segreto rivoluzionario, di cui farebbe parte, insieme a L. Michel, A. Cipriani, T. Zanardelli, G. Zirardini, Cafiero ed altri anarchici, N. firma il proclama Agli oppressi d’Italia, in cui si sostiene la necessità di movimenti insurrezionali organizzati dalle masse lavoratrici. Arrestato e condannato a otto giorni di prigione per avere trasgredito al decreto di espulsione, N. è costretto a lasciare la Francia il 14 aprile 1881. Si reca a Ginevra e quindi in Italia, dove, con il fratello Giuseppe, si unisce al comitato di sostegno a Cipriani, in carcere a Porto Longone. Nel luglio 1886 N. prepara un comizio di appoggio all’elezione parlamentare di A. Cipriani, che però viene vietato dalle autorità locali. Nell’agosto 1888 organizza, con C. Zirardini e N. Baldini, una manifestazione ed un convegno in onore di Cipriani in visita nella sua città. Il 13 ottobre 1890 partecipa, come delegato di Ravenna, ad un incontro di socialisti anarchici a Faenza, con lo scopo di definire una compatta strategia operativa e di fondare la Federazione romagnola della Lega d’azione socialista rivoluzionaria internazionale. Nel gennaio seguente, insieme a C. Ghirardini, N. partecipa alla commissione di Ravenna, istituita per organizzare il congresso di Capolago (4-6 gennaio 1891), nel quale viene ratificata la costituzione della Federazione italiana del psar. Membro della commissione provvisoria della sua città, incaricata di impiantare la nuova struttura, N. organizza l’8 settembre 1891, a Faenza, un convegno di anarchici di Ravenna e di Forlì, al fine di dimostrare l’opportunità di creare un organismo in grado di far fronte a situazioni rivoluzionarie, dotato di un proprio organo di stampa. Nell’ottobre dello stesso anno N. firma una circolare della Federazione italiana del psar per la raccolta dei fondi necessari alla fondazione del giornale. Accusato di attentare alla sicurezza dello Stato, nell’ottobre 1894, viene assolto per insufficienza di prove. Negli anni successivi la partecipazione di N. alla vita politica diventa sempre meno attiva. Nel febbraio 1904 viene eletto membro di un comitato romagnolo dei reduci di Mentana, costituito durante una riunione di ex-combattenti garibaldini. Trasferitosi successivamente a Genova, nel dicembre 1912 ritorna a Ravenna, dove muore il 23 settembre 1920. (E. Civolani)
 

Fonti

Fonti: Internationaal Instituut voor Sociale Geschiedenis – Amsterdam, Fondo Fédération jurassienne, v; Archivi della Prefettura di polizia di Parigi, B/a 1170, 1475.

Bibliografia: M. Nettlau, Michael Bakunin. Eine Biographie, 3 voll., Londra 1896-1900; Id., Errico Malatesta, New York, s.d.; Id., Bakunin e l’Internazionale in Italia dal 1864 al 1872, Ginevra 1928; R. Zangheri, “Il Romagnolo” (1868-1874): un giornale ravennate dal mazzinianesimo al socialismo, «Studi romagnoli», 1950, pp. 363-371; G. Trevisani, Piccola enciclopedia del socialismo e del comunismo, Milano 1951; P.C. Masini, Biografie di ‘sovversivi’ compilate dai prefetti del regno d’Italia, «Rivista storica del socialismo», mag.-dic., 1961; R. Hostetter, Le origini del socialismo italiano, Milano 1963; La Federazione italiana dell’AIL. Atti ufficiali 1871-1880, a cura di P.C. Masini, Milano 1963; K. Marx, F. Engels, Corrispondenza con italiani. 1848-1895, a cura di G. Del Bo, Milano 1964; F. Della Peruta, Democrazia e socialismo nel Risorgimento, Roma 1965; A. Romano, Storia del movimento socialista in Italia, Bari 1966; Carte della commissione di corrispondenza dell’archivio della Federazione internazionale dei lavoratori (1872-1874), a c. di P.C. Masini, Milano 1966; P.C. Masini, Storia degli anarchici italiani. Da Bakunin a Malatesta, Milano, 1969 e Id., Storia degli anarchici italiani nell’epoca degli attentati, Milano, 1981, ad indicem; A. Lehning, A. J. C. Ruter, P. Scheibert, Archives Bakounine, E. J. Brill, Leiden, 1961-1971, 5 voll.; La Première Internationale, a cura di J. Freymond, Ginevra 1962-1971; G. Manacorda, Il movimento operaio italiano attraverso i suoi congressiDalle origini alla formazione del Partito Socialista (1853-1892), Roma 1971; R. Broggini, Un gruppo internazionalista dissidente: la sezione del Ceresio in Anarchismo e socialismo in Italia (1872-1892), Roma 1973; P.C. Masini, La preparazione della conferenza di Rimini (1871-1872) in Anarchismo e socialismo in Italia (1872-1892), cit.; M. Antonioli, Azione diretta e organizzazione operaia. Sindacalismo rivoluzionario e anarchismo tra la fine dell’Ottocento e il fascismo, Manduria 1990.
 

Codice identificativo dell'istituzione responsabile

181

Note

Paternità e maternità: Ettore e Clotilde Rossi

Bibliografia

2004

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Collezione

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