Anarchici di lingua italiana deportati durante il Secondo conflitto mondiale

Tipologia Tema

Descrizione

Alla scoppio della Seconda guerra mondiale, con l’occupazione delle forze armate tedesche di gran parte dell’Europa la Gestapo («Geheime Staatspolizei», Polizia segreta di Stato erede di quella prussiana, riorganizzata nel 1934 e direttamente sottomessa ai comandi delle SS), scatenò la caccia ai «sovversivi» e oppositori politici di ogni tipo. Uno dei primi paesi interessati a questa spietata politica repressiva fu la Francia occupata, che nei due decenni precedenti aveva dato ospitalità a intere comunità di fuorusciti italiani, tedeschi, ungheresi, spagnoli etc.
Decine di migliaia furono i prigionieri politici di molte nazionalità trasferiti nei campi di concentramento in Germania, Austria e Polonia e non solo. Gli arresti degli oppositori poi ebbero un’impennata con la nascita e lo sviluppo dei movimenti resistenziali, in particolare dopo il 1943.
Questa ricerca vuole aprire uno squarcio sulla storia degli anarchici di lingua italiana che furono deportati nei lager e dai quali molti non tornarono più.

Persona