BERTOZZI, Domenico

Tipologia Persona

Intestazione di autorità

Intestazione
BERTOZZI, Domenico

Date di esistenza

Luogo di nascita
Castel Bolognese
Data di nascita
28 settembre 1873
Luogo di morte
Castel Bolognese
Data di morte
13 gennaio 1944

Attività e/o professione

Qualifica
Bracciante

Nazionalità

Italiana

Biografia / Storia

Nasce a Castel Bolognese (RA) il 28 settembre 1873, da Giuseppe e Antonia Bettoli, bracciante. Frequenta solo le prime classi elementari. Aderisce in gioventù al movimento anarchico, senza avere fatto parte in precedenza di altri partiti. Si sposa a Solarolo (RA) il 4 maggio 1911 con Carolina Zama, da cui ha almeno due figli. Si mette in particolare evidenza durante la Settimana Rossa, prendendo parte attiva ai moti rivoluzionari e partecipando anche, nella giornata del 10 giugno1914, alla manifestazione popolare di circa 300 persone che assalta la Stazione ferroviaria di Castel Bolognese, devastandola e incendiandola. In particolare, è considerato responsabile di avere appiccato il fuoco a un Casello ferroviario. Il 20 giugno è per questo denunciato all’Autorità giudiziaria, ma come gli altri inquisiti godrà dei benefici dell’amnistia concessa con Regio Decreto il 30 dicembre 1914, grazie alla quale è prosciolto da ogni imputazione. Dopo la Settimana Rossa viene aperto su di lui un fascicolo nel CPC. Nel “Cenno biografico al giorno 22 novembre anno 1914”, il Prefetto di Ravenna lo descrive in termini non del tutto negativi, riconoscendogli alcune qualità: “Non riscuote cattiva fama nel pubblico, perché di carattere pacifico e remissivo. Ha scarsa intelligenza, discreta educazione e limitata istruzione. […] È lavoratore premuroso e assiduo e trae solo dal lavoro i mezzi per sostenere sé e la famiglia, verso la quale si comporta bene. […] Appartiene alla lega di resistenza tra braccianti e carrettieri ed è anche socio contribuente del Sindacato del lavoro di Castelbolognese. È ascritto al partito anarchico, ma non vi esercita alcuna influenza. […] Verso l’Autorità ha contegno riverente”. Negli anni successivi continua ad essere saltuariamente sorvegliato dalla polizia, senza che emergano elementi a suo carico. Nel dicembre 1929 si segnala che da parecchio tempo Bertozzi “non si occupa più di politica, dando così prova di aver completamente abiurate le idee sovversive un tempo professate”. Il mese successivo è radiato dallo Schedario dei sovversivi. Muore a Castel Bolognese, per embolia cerebrale, il 13 gennaio 1944. (Gianpiero Landi)

Fonti

ACS, CPC, ad nomen; BLAB, Fondo Anarchici Castellani; Comune di Castel Bolognese, Ufficio Anagrafe.

Collezione

Persona

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