RANI, Francesco
Intestazione di autorità
- Intestazione
- RANI, Francesco
Date di esistenza
- Luogo di nascita
- Castel Bolognese
- Data di nascita
- 9 aprile 1893
- Luogo di morte
- Bologna
- Data di morte
- 21 giugno 1966
Attività e/o professione
- Qualifica
- Fornaciaio
- Qualifica
- Impiegato
Nazionalità
- Italiana
Biografia / Storia
Nasce a Castel Bolognese (RA) il 9 aprile 1893, da Antonio e Annunziata Patuelli, fornaciaio, poi impiegato in una ditta di idrocarburi. Appartiene a una famiglia di anarchici. Sono anarchici infatti il padre Antonio (1856-1939) e i tre zii, fratelli del padre: Giovanni (1859-1916), Domenico (n. 1862, emigrato ad Ancona nel 1892), Tommaso (1866-1954). Da notare che quest’ultimo, per un errore all’Anagrafe mai corretto, è registrato nell’Atto di nascita con il cognome Erani (che si trasmetterà poi ai suoi discendenti). Anarchici o socialisti anche tutti i cugini di Francesco (tra cui Ernesto, figlio di Giovanni, anarchico tra i più attivi nel secondo dopoguerra, che nel 1973 parteciperà alla riattivazione della Biblioteca Libertaria di Castel Bolognese). Nel “Cenno biografico al giorno 28 gennaio anno 1915”, contenuto nel fascicolo a suo nome nel CPC, il Prefetto di Ravenna lo descrive nei termini seguenti: “Non gode buona fama nell’opinione pubblica perché prepotente ed attaccabrighe. Ha scarsa intelligenza, poca educazione e limitata istruzione, avendo compiuto con scarso profitto la terza classe elementare. […] È lavoratore assiduo e trae dal lavoro i mezzi necessari di vita sovvenendo anche i propri genitori verso i quali si comporta bene. […] Professa principi anarchici e preferisce le compagnie dei correligionari senza esercitare in esse la menoma influenza”. È socio contribuente del Sindacato operaio di Castel Bolognese. Si mette in evidenza durante la “Settimana Rossa” del giugno 1914, prendendo parte attiva ai moti insurrezionali, culminati a Castel Bolognese il 10 giugno 1914 nell’assalto alla Stazione ferroviaria, gravemente danneggiata e incendiata da qualche centinaio di dimostranti. Denunziato con altri all’autorità giudiziaria come uno dei principali autori delle devastazioni, è prosciolto per effetto del Decreto di Amnistia del 29 dicembre 1914. Dichiarato nello stesso anno abile e arruolato, presta regolarmente il servizio militare per tutta la durata della Prima guerra mondiale, nel 3° Regg. Artiglieria da campagna. Trasferito il 10 gennaio 1919 al 10° Regg. Artiglieria da fortezza, il 12 settembre dello stesso anno è finalmente posto in congedo. Tornato alla vita civile, si sposa a Castel Bolognese con Dolores Dall’Oppio (sorella dell’anarchico Pio Dall’Oppio) il 7 giugno 1924. Il mese dopo si trasferisce a Bologna per lavoro, impiegato nella Società Nafta e Petrolio. Da quel momento, secondo le fonti di polizia, cessa di svolgere attività politica. Nel 1930, in considerazione del fatto che si è “mostrato in varie occasioni rispettoso e ossequiente alle Istituzioni Nazionali”, viene proposta la radiazione dallo schedario dei sovversivi. Nel dopoguerra continua a vivere a Bologna e a lavorare nel settore degli idrocarburi, fino a diventare un dipendente di grado piuttosto elevato della multinazionale Shell. Secondo la testimonianza di Giovanni Rani (figlio di Ernesto), ogni volta che si reca a Castel Bolognese in visita ai parenti, ne approfitta per prendere e portare con sé a Bologna numeri di «Umanità nova», che il cugino Ernesto acquista regolarmente. Il che fa supporre che il legame con gli ideali libertari, abbracciati in gioventù, non si sia in realtà mai spezzato. Muore a Bologna il 21 giugno 1966. (Gianpiero Landi)
Fonti
ACS, CPC, ad nomen; BLAB, Fondo Anarchici Castellani; Comune di Castel Bolognese, Anagrafe; Archivio Comunale di Castel Bolognese, Archivio Ufficio Leva, Ruolo Matricolare Comunale dei Militari. Classe dal 1886 al 1895; Intervista a Ernesto Rani, a cura di G. Landi, 29 aprile 1985; Testimonianza orale di Giovanni Rani, rilasciata a G. Landi il 5 maggio 2026.
Bibliografia
Il movimento anarchico a Castelbolognese (1870-1945), Catalogo della Mostra storico-documentaria, Castel Bolognese, Grafica Artigiana, 1984, pp. 23, 57; G. Landi, Aspetti di storia dell’anarchismo castellano. La Settimana rossa / 2 - L’attacco alla Stazione, «Il Castello», a. 5, n. 10-11, 1984.