PRELATI, Domenico Pietro Gaspare
Intestazione di autorità
- Intestazione
- PRELATI, Domenico Pietro Gaspare
Date di esistenza
- Luogo di nascita
- Castel Bolognese
- Data di nascita
- 1 luglio 1889
- Luogo di morte
- Bologna
- Data di morte
- 4 luglio 1970
Attività e/o professione
- Qualifica
- Bracciante
Nazionalità
- Italiana
Biografia / Storia
Nasce a Castel Bolognese (RA) il 1° luglio 1889, da Giovanni e Paola Fagliaferri, bracciante. Aderisce in gioventù al movimento anarchico, insieme al fratello maggiore Angelo (1881-1956). Anarchico è anche il fratello minore Mario (1895-1917), che sarà tra i soldati caduti al fronte durante la Prima guerra mondiale. Alla visita di leva, nell’aprile 1909, Domenico è dichiarato abile arruolato di 1ª categoria. Presta il servizio militare nell’11° Regg. Cavalleggeri, dal 7 aprile 1910 al 30 ottobre 1911. Congedato, viene richiamato una prima volta nel 1912 per 4 mesi, nella 6ª Compagnia Sanità. Come soldato, prende parte alla guerra italo-turca per la conquista della Libia. Si sposa a Castel Bolognese con Giulia Verbieri il 2 aprile 1913. Sul piano politico Prelati si mette in particolare evidenza durante la Settimana Rossa del giugno 1914, prendendo parte attiva ai moti rivoluzionari che nella giornata del 10 giugno culminano a Castel Bolognese nell’assalto alla Stazione ferroviaria, che viene devastata e incendiata. Il 20 giugno sarà per questo denunciato all’Autorità giudiziaria, ma come gli altri inquisiti godrà dei benefici dell’amnistia concessa con Regio Decreto il 30 dicembre 1914, grazie alla quale è prosciolto da ogni imputazione. Stessa sorte subiranno i fratelli Angelo e Mario, anch’essi coinvolti nei moti. Dopo la Settimana Rossa su di lui viene aperto un fascicolo nel CPC. Nel “Cenno biografico al giorno 29 gennaio anno 1915”, il Prefetto di Ravenna lo descrive in termini non del tutto negativi, riconoscendogli alcune qualità: “Non gode cattiva fama nella pubblica opinione perché si mostra tollerante di tutte le opinioni e tendenze. Ha discreta intelligenza, discreta educazione e limitata istruzione, avendo frequentato con scarso profitto le prime classi elementari. […] È lavoratore assiduo e premuroso, e dal solo lavoro trae i mezzi della vita soccorrendo volentieri anche i suoi vecchi genitori, verso i quali si comporta bene. Non ha mai occupato cariche amministrative e né politiche e solo risulta socio contribuente del Sindacato Operaio di Castel Bolognese, cui fanno capo tutte le leghe di resistenza del luogo. È ascritto al partito socialista anarchico ma è semplice gregario passivo, non esercitandovi alcuna influenza e prima non appartenne ad altri partiti”. Richiamato ancora nell’esercito in data 11 maggio 1915, trascorre da militare della Sanità l’intero periodo della Prima guerra mondiale, ottenendo il congedo definitivo solo il 30 ottobre 1918. Dopo la conquista del potere da parte del fascismo, Prelati continua ad essere sorvegliato dalle autorità per una decina di anni. Nel dicembre 1927 si annota che “professa tuttora idee sovversive. Mantiene però contegno riservato e non dà luogo a rimarchi. Viene vigilato”. Nell’ottobre 1929 si segnala che “continua a non dar luogo a rimarchi e mostra simpatia per l’opera del Regime”. Il 12 agosto 1933 è radiato dallo Schedario dei sovversivi. Muore a Bologna il 4 luglio 1970. (Gianpiero Landi)
Fonti
- ACS, CPC, ad nomen; Ivi, fasc. Prelati Angelo, Prelati Mario; BLAB, Fondo Anarchici Castellani; Comune di Castel Bolognese, Anagrafe; Archivio Comunale di Castel Bolognese, Archivio Ufficio Leva, Ruolo Matricolare Comunale dei Militari. Classe dal 1886 al 1895.
Bibliografia
G. Landi, Aspetti di storia dell’anarchismo castellano. La Settimana rossa / 2 - L’attacco alla Stazione, «Il Castello», a. 5, n. 10-11, 1984; A. Nataloni e A. Soglia, Castellani oltre il Piave: la memoria e il ricordo, Faenza, Edit Faenza, 2006, pp. 21-22.