PRELATI, Angelo Francesco Luigi
Intestazione di autorità
- Intestazione
- PRELATI, Angelo Francesco Luigi
Date di esistenza
- Luogo di nascita
- Castel Bolognese
- Data di nascita
- 7 marzo 1881
- Luogo di morte
- Castel Bolognese
- Data di morte
- 16 aprile 1956
Attività e/o professione
- Qualifica
- Bracciante
- Qualifica
- Fornaciaio
Nazionalità
- Italiana
Biografia / Storia
Nasce a Castel Bolognese (RA) il 7 marzo 1881, da Giovanni e Paola Fagliaferri, bracciante, poi fornaciaio. Presta il servizio militare dal 3 marzo 1902 al 10 settembre 1903, assegnato al 6° Reggimento Fanteria. Si sposa a Castel Bolognese con Maria Bertucci il 4 dicembre 1909, da cui avrà almeno due figlie. Nel “Cenno biografico al giorno 29 gennaio anno 1915”, il Prefetto di Ravenna così lo descrive: “Non gode buona fama nella pubblica opinione perché violento, prepotente e soverchiatore. Ha scarsa intelligenza, poca educazione e nessuna istruzione, non sapendo leggere e né scrivere. […] E’ lavoratore assiduo e trae dal lavoro i necessari mezzi di vita per sé e per la famiglia verso la quale si comporta bene. Non ha mai occupato cariche amministrative e né politiche ed è solo socio contribuente del Sindacato Operaio di Castel Bolognese al quale fanno capo tutte le leghe operaie di resistenza del Comune. È ascritto al partito socialista anarchico e prima vuolsi appartenesse al partito socialista riformista, senza però esercitarvi alcuna influenza in entrambi. […] Fu una volta in Germania ad esclusivo scopo di lavoro”. Da segnalare che anarchici (con rispettivo fascicolo al CPC) saranno anche i fratelli minori Domenico (1889-1970) e Mario (1895-1917), quest’ultimo morto al fronte durante la Prima guerra mondiale. Angelo Prelati si mette in particolare evidenza durante la Settimana Rossa del giugno 1914, prendendo parte attiva ai moti rivoluzionari che nella giornata del 10 giugno culminano a Castel Bolognese nell’assalto alla Stazione ferroviaria, che viene devastata e incendiata. Il 20 giugno sarà per questo denunciato all’Autorità giudiziaria, ma come gli altri inquisiti godrà dei benefici dell’amnistia concessa con Regio Decreto il 30 dicembre 1914, grazie alla quale è prosciolto da ogni imputazione. Dopo l’affermazione del fascismo, Prelati continua ad essere sorvegliato dalle autorità per una decina di anni. Nel dicembre 1927 si annota che “professa tuttora idee sovversive. Mantiene però contegno riservato e non dà luogo a rimarchi. Viene vigilato”. Negli anni successivi si segnala che, oltre a continuare “a non dar luogo a rimarchi”, e a occuparsi solo del suo lavoro e della famiglia, ha dato segni di mostrare “simpatia per l’opera del Regime”. Il 6 luglio 1933 è radiato dallo Schedario dei sovversivi. Muore a Castel Bolognese il 16 aprile 1956. (Gianpiero Landi)
Fonti
ACS, CPC, ad nomen; Ivi, fasc. Prelati Angelo, Prelati Mario; BLAB, Fondo Anarchici Castellani; Comune di Castel Bolognese, Anagrafe; Archivio Comunale di Castel Bolognese, Archivio Ufficio Leva, Ruolo Matricolare Comunale dei Militari. Classe dal 1876 al 1885.
Bibliografia
G. Landi, Aspetti di storia dell’anarchismo castellano. La Settimana rossa / 2 - L’attacco alla Stazione, «Il Castello», a. 5, n. 10-11, 1984; A. Nataloni e A. Soglia, Castellani oltre il Piave: la memoria e il ricordo, Faenza, Edit Faenza, 2006, pp. 21-22.