DALL'OPPIO, Bruno Raffaele Colombo
Intestazione di autorità
- Intestazione
- DALL’OPPIO, Bruno Raffaele Colombo
Date di esistenza
- Luogo di nascita
- Castel Bolognese
- Data di nascita
- 5 febbraio 1893
- Luogo di morte
- Arles
- Data di morte
- 27 novembre 1977
Attività e/o professione
- Qualifica
- Ferroviere
- Qualifica
- Commerciante
Nazionalità
- Italiana
Biografia / Storia
Nasce a Castel Bolognese il 5 febbraio 1893, da Raffaele e Teresa Cavalli. Meccanico, ferroviere poi commerciante di biciclette. Emigra a Milano, con il padre Raffaele e tutta la numerosa famiglia, il 19 novembre 1909. Appartiene a una famiglia di anarchici. Il padre Raffaele, fabbro, detto “Brisighêla”, anarchico castellano della prima generazione, è tra i firmatari della protesta per il processo di Ancona contro Malatesta e compagni nel 1898 (supplemento a «L’Agitazione» n. 12 del 31 marzo). Morirà poi a Milano per paralisi cardiaca il 1° maggio 1915. Sull’esempio del padre, Bruno diventa anarchico in giovane età, ma senza mettersi particolarmente in evidenza, tant’è che la polizia non lo ritiene pericoloso. Anarchici e antifascisti, e per questo perseguitati durante il regime, sono anche due fratelli di Bruno: Antonio (1896-1943) e Luigi. Durante la Prima guerra mondiale presta il servizio militare come meccanico militare nel Forte di Valledrane, a Treviso Bresciano (BS). Lì conosce la sua futura moglie, Domenica Amolini, originaria di quel piccolo comune, che sposerà il 15 maggio 1920, dopo il congedo e il ritorno a Milano. La coppia avrà tre figli maschi: uno nato in Italia (Angiolillo, nato a Milano il 18 ottobre 1921) e gli altri due in Francia, a Nîmes (Hugues, n. nel 1931) e a Arles. Emigra in Francia, con regolare passaporto e contratto di lavoro il 27 aprile 1927. Nel luglio dello stesso anno viene raggiunto dalla moglie, che ha richiesto e ottenuto anch’essa un passaporto. Dall’Oppio lavora inizialmente per la compagnia ferroviaria Parigi-Lione-Marsiglia (PLM). Dopo sei mesi dall’espatrio si reca a Beaucaire (Gard), dove prende stabile dimora fino al 1939, data in cui si trasferisce definitivamente a Arles. Poco si sa sulla sua attività antifascista negli anni che precedono la guerra, che pure deve esserci stata. In una perquisizione nella casa del fratello Antonio a Milano, effettuata in data 10 maggio 1928, la polizia italiana sequestra una lettera inviata dalla Francia da Bruno, in cui si accenna a riunioni politiche a cui egli avrebbe partecipato. Secondo le fonti di polizia, tra i due fratelli sarebbe poi proseguita, almeno ancora per un anno, una corrispondenza di carattere politico. Dopo un decennio abbondante di silenzio si verifica un colpo di scena. Bruno Dall’Oppio è arrestato nel marzo del 1942, con altri connazionali, per “ricostituzione del partito comunista italiano in Francia”, e condannato il 22 luglio 1942 a cinque anni di reclusione dal tribunale militare (sezione speciale) della XV Regione Militare di Marsiglia. L'arresto avviene in seguito a un'indagine sulla distribuzione di foglietti comunisti nella zona di Arles e Beaucaire da parte di attivisti comunisti italiani. Lo stesso giorno con lui, per lo stesso reato, sono condannati anche Oscar Vannini (10 anni di lavori forzati), Vasco Corsi (ergastolo) e Salvatore Moro (10 anni di reclusione). Non è chiaro quando sia avvenuto per Dall’Oppio il passaggio dall’anarchismo giovanile al comunismo. E’ probabile però che la sua “conversione” sia avvenuta negli anni successivi al suo arrivo in Francia. Mentre i suoi tre compagni sono imprigionati a Lodève (Hérault), poi a Mauzac (Dordogna) e infine a Le Puy (Alta Loira), da dove fuggono con altri 76 prigionieri politici il 1° ottobre 1943, Bruno Dall'Oppio è imprigionato successivamente a Mauzac e poi a Bergerac (Dordogna). Probabilmente rimane in prigione fino alla Liberazione. Il suo nome compare sul Memoriale della Resistenza ad Arles, ma non risulta avere alcun fascicolo negli archivi della Resistenza di Vincennes [Maitron en ligne]. La sorveglianza nei suoi confronti da parte della polizia politica italiana, che per alcuni anni inserisce il suo nome nella «Rubrica di Frontiera», perché venga segnalato e perquisito in caso di rientro in patria, prosegue fino al 1943. Suo figlio, Ange (Angiolillo), anch'egli attivista comunista, è arrestato nel 1941 e condannato a tre anni di carcere, che sconta in diverse prigioni successivamente (Saint-Nicolas e poi Saint-Pierre a Marsiglia; a Nîmes; a Eysses; a Noë [?], a Tourleville). Dopo la guerra Dall’Oppio lavora come commerciante di biciclette. Nulla si sa sul suo percorso politico dopo la guerra. Muore a Arles (Bouches du Rhône, Francia) il 27 novembre 1977. (Gianpiero Landi)
Fonti
ACS, CPC, ad nomen; ivi, Dall’Oppio Antonio, Dall’Oppio Raffaele; BLAB, Fondo Anarchici Castellani; Comune di Castel Bolognese, Anagrafe.
Bibliografia
- N. Garavini, Testimonianze, Imola, La Mandragora, 2010, pp.56; Il movimento anarchico a Castelbolognese (1870-1945), Catalogo della Mostra storico-documentaria, Castel Bolognese, Grafica Artigiana, 1984, pp. 16, 23, 37, 46, 54-55, 81; Maitron en ligne, ad nomen (https://maitron.fr/dalloppio-bruno-raffaele-colombo/, notice DALL’OPPIO Bruno, Raffaele, Colombo par Eric Panthou, version mise en ligne le 26 mai 2021, dernière modification le 7 octobre 2024).