BORGHI, Felice
- Sflaggellòn (pseudonimo)
Intestazione di autorità
- Intestazione
- BORGHI, Felice
Date di esistenza
- Luogo di nascita
- Castel Bolognese
- Data di nascita
- 27 gennaio 1885
- Luogo di morte
- Castel Bolognese
- Data di morte
- 4 agosto 1955
Attività e/o professione
- Qualifica
- Facchino
Nazionalità
- Italiana
Biografia / Storia
Nasce a Castel Bolognese (RA) il 27 gennaio 1885, da Francesco e Gaetana Maria Casadio, facchino. Detto “Sflaggellòn” o “Sflagialò”. Frequenta solo le prime classi elementari. Nel settembre 1900 il Pretore di Faenza lo condanna a 3 giorni di reclusione per furto. Il 29 maggio 1905, alla visita di leva, è dichiarato abile arruolato di 1ª categoria. Chiamato a prestare il servizio militare il 23 novembre dello stesso anno, è assegnato al 3° Reggimento Artiglieria da campagna. In data 5 giugno 1906 è trasferito alla 3ª categoria e pochi giorni dopo, in data 8 giugno, è congedato e collocato tra i riformati. Si sposa a Castel Bolognese con Maria Angiola Benericetti il 23 novembre 1912. Nel “Cenno biografico al giorno 13 novembre anno 1914”, il Prefetto di Ravenna scrive di lui: “Nel pubblico non riscuote cattiva fama, anche perché è tollerante di tutte le idee politiche e religiose. È di carattere gioviale, ha discreta intelligenza e discreta educazione, sebbene di limitata istruzione […]. Lavoratore costante, trae dal lavoro i mezzi necessari di vita per sé e per la famiglia, verso cui si comporta bene. È ascritto al partito anarchico, ma non si appalesa pericoloso; prima non appartenne ad altro partito e fra i correligionari non esercita alcuna influenza, sebbene frequenti compagnie e riunioni dei medesimi. […] È in relazione però coi sovversivi di Imola, che conobbe sul lavoro. […] Non fa propaganda né conferenze non essendone capace”. Si mette in evidenza nei moti della Settimana Rossa, prendendo parte in particolare alla manifestazione di circa trecento dimostranti che il 10 giugno 1914 devastano e incendiano la Stazione ferroviaria di Castel Bolognese. Viene pertanto denunciato all’Autorità giudiziaria, ma si sottrae all’arresto rendendosi latitante. Il mandato di cattura a suo carico sarà poi revocato per effetto della amnistia concessa con Regio Decreto il 30 dicembre 1914, grazie al quale è prosciolto da ogni imputazione. Rimasto vedovo, contrae un secondo matrimonio, sempre a Castel Bolognese, con Adalgisa Giuliucci il 5 gennaio 1921. Nel dicembre 1928 è radiato dallo schedario dei sovversivi, in considerazione del fatto che da “vari anni non si interessa più in alcun modo di politica e non risulta faccia propaganda sovversiva. Consta invece che egli segue, con simpatia, le attuali direttive del Governo Fascista, tanto che un suo figlio è iscritto nei Balilla della Sezione di Castel Bolognese”. Sul reale avvicinamento di Borghi al fascismo è lecito nutrire seri dubbi. È probabile che, nel suo caso, si sia trattato di dissimulazione e che la formale adesione al fascismo, dopo che quest’ultimo si era consolidato in un regime che appariva incrollabile, fosse dovuta essenzialmente alla necessità di evitare isolamento e persecuzioni per sé e per la sua famiglia. A distanza di decenni Ernesto Rani, in una sua intervista, ricorderà infatti Borghi come uno dei più assidui frequentatori del Circolo Anarchico costituito a Castel Bolognese nel secondo dopoguerra. Da notare che gli anarchici castellani, dopo la fine della guerra, avevano deciso di escludere i vecchi compagni che avevano tradito ed erano diventati fascisti, e che ora chiedevano di rientrare nel movimento libertario. Una misura che, a quanto si sa, fu applicata sempre in modo rigoroso. Muore a Castel Bolognese il 4 agosto 1955. (Gianpiero Landi)
Fonti
ACS, CPC, ad nomen; BLAB, Fondo Anarchici Castellani; Comune di Castel Bolognese, Anagrafe; Archivio Comunale di Castel Bolognese, Archivio Ufficio Leva, Ruolo Matricolare Comunale dei Militari. Classe dal 1876 al 1885; Intervista a Ernesto Rani, a cura di G. Landi, 29 aprile 1985.
Bibliografia
- Il movimento anarchico a Castelbolognese (1870-1945), Catalogo della Mostra storico-documentaria, Castel Bolognese, Grafica Artigiana, 1984, pp. 23, 53; G. Landi, Aspetti di storia dell’anarchismo castellano. La Settimana rossa / 2 - L’attacco alla Stazione, «Il Castello», a. 5, n. 10-11, 1984; Castelbolognese nelle immagini del passato, Imola, Grafiche Galeati, 1983, p. 94.