BALDRATI, Sante Petronio

Tipologia Persona
BALDRATI, Sante Petronio (Biblioteca libertaria "A. Borghi, Castel Bolognese)
BALDRATI, Sante Petronio (Biblioteca libertaria "A. Borghi, Castel Bolognese)
Putì (pseudonimo)

Intestazione di autorità

Intestazione
BALDRATI, Sante Petronio

Date di esistenza

Luogo di nascita
Castel Bolognese
Data di nascita
28 settembre 1878
Luogo di morte
Castel Bolognese
Data di morte
4 ottobre 1958

Attività e/o professione

Qualifica
Calzolaio

Nazionalità

Italiana

Biografia / Storia

Nasce a Castel Bolognese il 28 settembre 1878, da Antonio e Rosa Liverani. Calzolaio.  Detto “Putì” o “di Cumudèn” (soprannome dialettale della famiglia). Cresce in una famiglia di condizioni economiche molto modeste e alquanto numerosa (ha 3 fratelli e 4 sorelle), cosa all’epoca piuttosto comune. Frequenta solo le prime classi elementari (“sa appena compitare il suo nome”). Aderisce all’anarchismo in giovane età, andando a ingrossare le file della seconda generazione di libertari castellani. Scrive Nello Garavini, nelle sue Testimonanze: “La nuova generazione non mancò di riempire il vuoto lasciato. Vennero così Armando Borghi e una lunga schiera di amici, come Arnaldo e Ribelle Cavallazzi, Oreste Zanelli, Emilio Zaccherini, Pietro Raccagna, Antonio Biancini, Sante Baldrati, Girolamo Santandrea, Alfonso Borzatta, Domenico Borzatta, Cincina Raccagna, Pietro Regoli e molti altri che pubblicarono giornali, parlarono in pubblico, promossero agitazioni” (p. 55).

Nel “Cenno biografico al giorno 24 novembre anno 1897”, contenuto nel fascicolo a suo nome nel CPC, il Prefetto di Ravenna descrive Baldrati nei termini seguenti: “Ha buona fama nella pubblica opinione. È di carattere impetuoso, specie quando è alterato dal vino. Ha poca educazione. Limitata intelligenza. Nessuna coltura. […] È lavoratore assiduo. Trae sostentamento dal lavoro. Frequenta la compagnia di socialisti-anarchici. Si comporta bene nei suoi doveri verso la famiglia. […] È ascritto al partito socialista-anarchico. Non ha appartenuto ad altri partiti. Non ha nessuna influenza nel partito”. Con sentenza del 26 novembre 1897 la Pretura di Faenza lo condanna a giorni 51 di reclusione e lire 100 di multa per oltraggio con violenza all’Arma dei Carabinieri. Alla visita di leva, il 9 marzo 1899, è dichiarato abile di 1ª categoria e subito arruolato, assegnato al 75° Reggimento Fanteria. Posto in congedo il 16 settembre 1901, fa ritorno alla vita civile.

Il 17 marzo 1904 parte per l’Alsazia-Lorena a scopo di lavoro, ma già il 31 maggio rientra a Castel Bolognese. Il 1° aprile 1907 è condannato all’ammenda di lire 25 per schiamazzi notturni. Si sposa a Castel Bolognese il 16 gennaio 1908 con Cani Francesca, da cui avrà 5 figli (2 maschi e 3 femmine). In una celebre foto, scattata nel 1916 nel cortile dell’Osteria di “Piràt” (Pietro Garavini), all’epoca ritrovo degli anarchici locali, in occasione di una visita di Giovanni Picciuti - allora residente a Bologna - compare anche Baldrati, insieme a una decina dei più noti compagni castellani (riprodotta anche, con una data inesatta, nel libro Castelbolognese nelle immagini del passato). Il 29 gennaio 1917 è richiamato alle armi e assegnato al 133° Battaglione di Milizia Territoriale di stanza a Bologna. Il 17 febbraio 1918 si trova aggregato quale soldato nel 63° artiglieri, batteria di assedio in zona di guerra.

Dopo il congedo, riprende il suo lavoro e l’attività politica tra le file degli anarchici castellani. Il 1° dicembre 1929 è radiato dallo schedario dei sovversivi. Muore a Castel Bolognese il 4 ottobre 1958. In un breve necrologio in «Umanità Nova» i suoi compagni lo ricorderanno con queste parole: “Con lui scompare una delle ultime belle figure di vecchi anarchici castellani. Si mantenne per sessant’anni fedele all’ideale anarchico, soffrì persecuzioni, e in questi ultimi anni, malgrado le sofferenze fisiche, rimaneva particolarmente avverso a tutte le ingiustizie”. (Gianpiero Landi)

Fonti

ACS, CPC, ad nomen; BLAB, Fondo Anarchici Castellani; [Necrologio] «Umanità nova», 19 ottobre 1958; Archivio Comunale di Castel Bolognese, Archivio Ufficio Leva, Ruolo Matricolare Comunale dei Militari. Classe dal 1876 al 1885; Testimonianza orale di Giovanni Baldrati, rilasciata a G. Landi il 1° maggio 2026; Comune di Castel Bolognese, Anagrafe.

Bibliografia

N. Garavini, Testimonianze, Imola, La Mandragora, 2010, pp. 53, 55; Il movimento anarchico a Castelbolognese (1870-1945), Catalogo della Mostra storico-documentaria, Castel Bolognese, Grafica Artigiana, 1984, pp. 52; Castelbolognese nelle immagini del passato, Imola, Grafiche Galeati, 1983, p. 73.

Collezione

Persona

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