ZANELLI, Giuseppe Battista

Tipologia Persona
Animèl (altra forma non di autorità)

Intestazione di autorità

Intestazione
ZANELLI, Giuseppe Battista

Date di esistenza

Luogo di nascita
Castel Bolognese
Data di nascita
5 luglio 1875

Attività e/o professione

Qualifica
Calzolaio

Nazionalità

Italiana

Biografia / Storia

Nasce a Castel Bolognese il 5 luglio 1875, da Domenico e Livia Cavallari, calzolaio. Detto “Animèl”. Non frequenta alcuna scuola, ma apprende a leggere e a scrivere. In un “Cenno biografico al giorno 19 giugno anno 1912”, il Prefetto di Ravenna riporta che “è ascritto al partito socialista con tendenze all’anarchia” […] “Appartenne alla Società di Mutuo soccorso fra i braccianti in Castelbolognese, in qualità di membro. Ha preso parte alle riunioni pubbliche e private date a scopo sovversivo”. Il 31 maggio 1894 partecipa a una manifestazione tenutasi a Castel Bolognese in solidarietà con i Fasci siciliani, per la quale è sottoposto a procedimento penale per eccitamento a delinquere (art. 247 C.P.). Al processo, tenutosi a Ravenna il 18 agosto, è condannato a 75 giorni di detenzione e a una multa di 60 lire. Nel 1896, munito di regolare passaporto, emigra in Argentina stabilendosi nella provincia di Santa Fè , dove continua la sua attività politica e sindacale e fa parte della Federazione dei calzolai. Negli anni a cavallo del secolo il suo nome compare con frequenza nelle liste delle sottoscrizioni lanciate dai giornali anarchici argentini. Nel 1898 viene raggiunto in Argentina dalla madre e dal fratello minore Battista Giacomo (nato il 7 giugno 1880), che abbraccerà anch’egli le idee libertarie, senza peraltro mettersi particolarmente in evidenza. Nel 1900 Giuseppe Zanelli si rende disponibile come contatto del gruppo socialista anarchico L’Aurora di Santa Fè, costituito verso la fine d’aprile, il quale si propone “mediante la distribuzione gratis di giornali opuscoli e frequenti discussioni, di dar maggiore impulso allo sviluppo dell’ideale, invitando i compagni delle altre località ad imitarli” [riportato da Canales Urriola, p. 299]. Nell’ottobre un gruppo di anarchici di Santa Fè distribuisce un manifesto contro il pellegrinaggio alla Madonna di Guadalupe, in seguito al quale 17 di loro vengono arrestati, rimanendo in carcere qualche giorno e obbligati a pagare una multa. Fra loro c’è anche Zanelli, che è minacciato dagli agenti che gli puntano la rivoltella sul viso. Espulso nel 1905 dalla Repubblica Argentina, in base alla Ley de Residencia, Zanelli ripara a Montevideo e si impegna per diversi anni nel movimento anarchico uruguayano. Accusato dalle autorità diplomatiche argentine di istigazione a commettere un crimine contro il presidente Quintana, è arrestato e processato. Viene rappresentato dall'avvocato uruguaiano Agustin Musso, che alla fine ottiene il suo rilascio, così come quello degli altri detenuti. Nel 1909 partecipa alle proteste contro l'esecuzione di Francisco Ferrer, ricoprendo il ruolo di tesoriere del Comitato Pro-Prigionieri, che si occupa della situazione dei detenuti arrestati durante gli scontri con la polizia nei pressi della Legazione Spagnola. Nel marzo del 1910, i fuochisti in una loro riunione accusano i membri del Comitato di trascorrere il loro tempo al caffè Polo Bamba a spese dei detenuti. Ciò suscita la furiosa risposta di Zanelli, che pubblica il saldo dei fondi raccolti su «La Nueva Senda» (Montevideo, 1909-1910). Come membro del consiglio di amministrazione della Società di Resistenza dei Calzolai, collabora al mensile sindacale «El Tirapié» (1910-1912). È membro del Consiglio della Federazione operaia. Dall'estero mantiene rapporti epistolari con alcuni anarchici liguri, raccogliendo anche sottoscrizioni per «Il Libertario» di La Spezia. Negli anni Trenta cessa di fare attività politica. Grazie al suo lavoro di calzolaio e la rendita di un immobile di sua proprietà raggiunge una relativa stabilità economica. Risulta sorvegliato dalle autorità italiane fino al 1938. Si ignora il luogo (quasi certamente Montevideo) e la data di morte. (Gianpiero Landi)

Fonti

ACS, CPC, ad nomen; A. Ceccarelli, Lettere dall’Argentina, «L’Aurora», a. 2, n. 49, 2 dicembre 1905; J. Zanelli, Una aclaracion y una protesta, «La Nueva Senda», a. 2, n. 11, 5 marzo 1911.

Bibliografia

Il movimento anarchico a Castelbolognese (1870-1945), Catalogo della Mostra storico-documentaria, Castel Bolognese, Grafica Artigiana, 1984, pp. 58; Stramonio in Si bemolle: ritratto della famiglia Bolognini tra la Romagna e le Americhe e tra Otto e Novecento, a cura di Cristina Scardovi, A. Soglia e A. Bruni, Bologna, Damiani, 2016, p. 52; J. A. Canales Urriola, Le valigie dell’anarchia: Percorsi e attivismo degli anarchici emiliani e romagnoli in Argentina e Brasile nella svolta di fine Ottocento, Tesi di Dottorato, Università di Bologna, 2016, pp. 299, 301, 307, 320; Zanelli, José” (2023), in Diccionario biográfico de las izquierdas latinoamericanas (https://diccionario.cedinci.org) [già pubblicato in: C. Zubillaga, Perfiles en sombra. Aportes a un diccionario biográfico de los orígenes del movimiento sindical en Uruguay (1870-1910), Montevideo, Librería de la Facultad de Humanidades y Ciencias de la Educación, 2008].

Collezione

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