CATTANI, Giuseppe Luigi Francesco

Tipologia Persona
e Fiòl de’ Paisàn (altra forma non di autorità)

Intestazione di autorità

Intestazione
CATTANI, Giuseppe Luigi Francesco

Date di esistenza

Luogo di nascita
Castel Bolognese
Data di nascita
13 aprile 1877
Luogo di morte
Castel Bolognese
Data di morte
5 settembre 1964

Attività e/o professione

Qualifica
Falegname

Nazionalità

Italiana

Biografia / Storia

Nasce a Castel Bolognese il 13 aprile 1877, da Francesco e Maria Minardi, falegname. Detto “e Fiòl de’ Paisàn”. Frequenta solo le prime classi elementari. Aderisce all’anarchismo in giovane età. Nel suo profilo, contenuto nel fascicolo al CPC, il Prefetto di Ravenna, pur dichiarando che Cattani ha “poca educazione, limitata intelligenza e nessuna coltura”, gli riconosce di essere “lavoratore assiduo. Vive coi propri guadagni. […] Nei doveri verso la famiglia si comporta bene”. “E’ affiliato al partito socialista-anarchico”, ma “non ha alcuna influenza”. Dimostra comunque un certo coraggio, visto che il suo nome compare nell’elenco dei 14 anarchici castellani che nel 1898 firmano la protesta per il processo a Errico Malatesta e compagni ad Ancona, accusati di avere costituito una “associazione di malfattori”. Nella protesta, pubblicata in un suppl. speciale del periodico «L’Agitazione» del 31 marzo, circa tremila anarchici italiani dichiarano che, se “malfattori” sono Malatesta e i suoi compagni anconetani, malfattori vogliono essere considerati anche loro. Una auto-dichiarazione di correità che potrebbe costare a ciascuno di loro le attenzioni sgradite delle autorità e persecuzioni. Nel 1900 Cattani interviene a tutte le riunioni pubbliche e private della Lega dei partiti popolari. Fa parte della Sezione socialista-anarchica sciolta d’autorità il 23 settembre di quell’anno, dopo il regicidio, con denuncia all’Autorità giudiziaria dei suoi promotori. Negli anni successivi continua a essere sorvegliato in modo intermittente. Il 28 aprile 1906 si sposa a Castel Bolognese con Bertaccini Rosa. Pur continuando a professare idee anarchiche, non dà luogo a rimarchi. Richiamato alle armi nel 1916, presta regolarmente servizio quale soldato nel Cantiere dirigibili di Bagnoli (Napoli). Dopo il congedo e il rientro nella città natale, riprende la sua professione e mantiene ancora a lungo le sue idee politiche. Nel 1929, in considerazione del fatto che “da diverso tempo serba buona condotta morale e politica”, è radiato dallo schedario dei sovversivi. Muore a Castel Bolognese il 5 settembre 1964. (Gianpiero Landi)

Fonti

ACS, CPC, ad nomen; BLAB, Fondo Anarchici Castellani; Comune di Castel Bolognese, Anagrafe.

Bibliografia

N. Garavini, Testimonianze, Imola, La Mandragora, 2010, p. 56; Il movimento anarchico a Castelbolognese (1870-1945), Catalogo della Mostra storico-documentaria, Castel Bolognese, Grafica Artigiana, 1984, pp. 16, 18, 37, 54.

Collezione

Persona

città