CARAVITA Luigi

Tipologia Persona

Intestazione di autorità

Intestazione
CARAVITA Luigi

Date di esistenza

Luogo di nascita
San Potito, frazione del Comune di Lugo
Data di nascita
8 luglio 1835
Luogo di morte
San Potito, frazione del Comune di Lugo
Data di morte
6 febbraio 1907

Attività e/o professione

Qualifica
Tornitore

Nazionalità

Italiana

Biografia / Storia

Nasce a San Potito, frazione del Comune di Lugo (RA) l’8 luglio 1835, da Cristofaro e Francesca Martini, tornitore. Residente a San Potito, è padre di 14 figli: otto avuti fra il 1859 e il 1875 dalla prima moglie, Aurora Scudellari (1834-1875), e sei fra il 1877 e il 1890 dalla seconda, Alba Randi (1856-1926). Pur essendo privo di titoli di studio, sa leggere e scrivere ed è dotato di una naturale capacità oratoria. Volontario garibaldino nella campagna del 1867 nell’Agro romano, prende parte al moto rivoluzionario repubblicano di Brisighella del 23 marzo 1870. E’ uno dei primi internazionalisti italiani, con un forte ascendente nella sua località, dove ha un ruolo di rilievo nella diffusione delle idee socialiste, ma influente anche tra i compagni di altre località della Romagna. Secondo alcune fonti prende parte a un primo convegno internazionalista a Forlì il 19 novembre 1871 (ma probabilmente lo si confonde con il fratello maggiore Giovanni, effettivamente presente in quella riunione). Nell’agosto 1872 è sicuramente presente a Rimini al Congresso costitutivo della Federazione Italiana della Associazione Internazionale dei Lavoratori, in rappresentanza di San Potito. Il 20 luglio dell’anno dopo partecipa – assieme al fratello Giovanni (1822-1880) – anche al Congresso della costituenda Federazione romagnola dell’AIL, tenutosi in una casa di campagna di S. Pietro in Vincoli (Ravenna). Seguace di Costa, dopo avere militato per un decennio nell’Internazionale antiautoritaria, negli anni ’80 partecipa a tutta la parabola del Partito Socialista Rivoluzionario Romagnolo, confluendo poi – dopo lo scioglimento di questo nel 1893 – nel PSI. Un brano di una lettera di Gaetano Zirardini ad Andrea Costa, datata Ravenna 30 ottobre 1882, scritta quindi dopo la prima elezione di Costa al Parlamento, attesta l’attenzione con cui sono seguiti gli interventi di Caravita nelle riunioni di partito e l’affetto e la considerazione che provano nei suoi confronti i due massimi esponenti del PSRR: “Allora non resta che, il giorno dell’apertura della nuova Camera, in faccia al re, all’Europa ufficiale, il socialista Costa, in nome dell’umanità agitata, come dice il nostro Caravita, alzi la sua voce contro l’istituto del giuramento politico, una delle tante forme d’oppressione politica”. Caravita partecipa alla riunione del PSRR tenuta a Forlì nell’ottobre del 1883, con altri due delegati di San Potito, tra cui il fratello minore Francesco (16 luglio 1842 – 1° giugno 1892), soldato nella campagna del 1866 e birocciaio. Nel 1884 è tra i 25 membri della Federazione Socialista - Sezione di Lugo che firmano una protesta, promossa dai Radicali, contro la Congragazione di Carità che offre le scuole in gestione ad enti religiosi. Caravita è presente anche al Convegno socialista di Castel Bolognese dell’agosto 1889. Negli anni successivi, pur rimanendo un convinto socialista, sembra ritirarsi dalla politica attiva pubblica. Muore a San Potito il 6 febbraio 1907 (secondo una testimonianza molto posteriore della nipote Artemia, a causa di “una infezione provocata da una coltellata durante una rissa”). Al funerale, imponente malgrado il clima rigido e le strade rese impraticabili da neve e ghiaccio, partecipano oltre un migliaio di persone e più di 30 bandiere. Telegrammi e lettere di cordoglio sono inviate da Andrea Costa e dal deputato socialista romagnolo Umberto Brunelli. Il discorso funebre è pronunciato da Gaetano Zirardini, segretario della Camera del Lavoro di Ravenna, giunto espressamente dal capoluogo per portare l’estremo saluto al compagno di tante battaglie. (Gianpiero Landi)

Fonti

Comune di Lugo, Ufficio Anagrafe; Biblioteca Comunale di Imola, Fondo Andrea Costa; BLAB, Fondo Anarchici Romagnoli; Atti del Partito Socialista Rivoluzionario della Romagna, «Il Sole dell’Avvenire», a. 2, n. 31, 20 ottobre 1883; La riunione socialistica di Castelbolognese, «Il Sole dell’Avvenire», (serie II) a. 3, n. 9, 25 agosto 1889; [Necrologi] Luigi Caravita, «La Vedetta» (Lugo), 10 febbraio 1907; «La Via» (Lugo), 10 febbraio 1907.

Bibliografia

P. C. Masini, Storia degli anarchici italiani. Da Bakunin a Malatesta (1862-1892), Milano, Rizzoli, 1969, p. 69; S. Sozzi, Documenti riservati, inediti, della Prefettura di Forlì sugli inizi del movimento socialista a Lugo ed in Romagna, Estratto da «Studi Romagnoli», a. 21, 1970, p. 236; L. Faenza, Marxisti e Riministi, Guaraldi, 1972, p. 33; S. Sozzi, Gli inizi del movimento socialista nella Romagna (1870-1872), Cesena, La Squilla, 1978, ad indicem; M. Pelliconi, Andrea Costa: dall’anarchia al socialismo, Imola, Galeati, 1979, p. 104; Id., Un’importante figura del socialismo romagnolo: il lughese Antonio Lanzoni, «Studi Romagnoli», a. 35, 1984, p. 180; R. Zangheri, Storia del socialismo italiano, v. 1, Dalla Rivoluzione francese a Andrea Costa, Torino, Einaudi, 1993, p. 391; E. Gianni, L’Internazionale italiana fra libertari ed evoluzionisti, Milano, Pantarei, 2008, ad vocem; Id., La parabola romagnola del “partito intermedio”, Milano, Pantarei, 2010, ad vocem; La Bassa Romagna nel Risorgimento (1815-1870), a cura di N. Cani e A. Curzi, Faenza, Edit Faenza, 2011, p. 34; Epistolario inedito dell’Internazionale. Le carte della Commissione di Corrispondenza dall’Archivio della Federazione Internazionale dei Lavoratori (1872-1874), a cura di P. C. Masini, Milano, Zero in Condotta, 2013, pp. 57-58, 96; G. Baldini, Il sol dell'avvenire dei socialisti nell'800 lughese: P. Valenti e C. Pirazzini stanno curando una ricerca su Luigi Caravita (Lugo, 1835/1907), «Giornale di Massa», settembre 2015; M. Banzola, L’umanità agitata. Il mondo di Luigi Caravita, a cura dell’Associazione Amici di San Potito, Faenza, Tempo al Libro, 2021.

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