BORZATTA, Arsenio

Tipologia Persona
Arsenio Borzatta (Biblioteca libertaria "A. Borghi", Castel Bolognese)
Arsenio Borzatta (Biblioteca libertaria "A. Borghi", Castel Bolognese)

Intestazione di autorità

Intestazione
BORZATTA, Arsenio

Date di esistenza

Luogo di nascita
Castel Bolognese
Data di nascita
7 aprile 1913
Luogo di morte
Ravenna
Data di morte
12 agosto 1997

Attività e/o professione

Qualifica
Operaio metalmeccanico

Nazionalità

Italiana

Biografia / Storia

Nasce a Castel Bolognese il 7 aprile 1913, da Alfonso e Luigia Tampieri. Operaio metalmeccanico. Figlio di un anarchico, simpatizza fin dalla gioventù per gli ideali libertari. Il padre Alfonso (detto “Lifonsi”), che fa parte della seconda generazione di anarchici castellani, è un personaggio tipico, immortalato anche in alcune opere letterarie di scrittori locali (Francesco Serantini, Oddo Diversi, Ubaldo Galli).  Un fratello di Arsenio, a cui il padre ha imposto il nome Torondo (n. il 20 marzo 1924), sarà partigiano combattente nella 36ª Brigata Garibaldi “A. Bianconcini”, operante nell’Appennino imolese e faentino, e aderirà al Partito comunista. Alla visita di leva, nel giugno 1933, Arsenio è dichiarato abile arruolato, con una ferma prevista di 12 mesi. Chiamato alle armi il 7 aprile 1934, e assegnato al 27° Regg. Fanteria, l’anno successivo, alla scadenza, è trattenuto alle armi ed inviato in Africa Orientale, dove prende parte alla guerra per la conquista dell’Etiopia. Nell’agosto 1935 è trasferito al 4° Reggimento Fanteria. Il 25 novembre 1936 è inviato in licenza, in attesa del congedo, che ottiene il 5 febbraio 1937. Ma per lui non è finita. Richiamato alle armi il 9 maggio 1940, presta servizio per altri 5 mesi, prima di ottenere il congedo definitivo in data 17 ottobre 1940, con il grado di Caporal Maggiore. Nel frattempo, il 27 ottobre 1938, Arsenio si sposa a Castel Bolognese con Ortelli Teresa (detta Teresina o Dina). L’esistenza della coppia sarà segnata dolorosamente dalla morte in giovane età, per una grave malattia, dell’unico amatissimo figlio Angelo (1939-1959). Da questo grave lutto Borzatta non si riprenderà mai del tutto. Nel secondo dopoguerra frequenta il ricostituito Gruppo anarchico aderente alla FAI. Lavora per decenni, come operaio metalmeccanico, nelle Officine Casaralta di Bologna, continuando a risiedere nella sua città natale e spostandosi in treno. Anche negli anni della pensione, fino a quando le condizioni di salute glielo permettono, resta un assiduo lettore di «Umanità Nova». Trascorre i suoi ultimi anni in una Casa di riposo per anziani. Muore a Ravenna il 12 agosto 1997. Il funerale si svolge in forma civile. Per sua volontà, sulla lapide della sua tomba nel Cimitero di Castel Bolognese si trova incisa la seguente epigrafe: “Disprezzo l’età passata / Ho odiato le avversità della vita / Non credo al bene dell’aldilà / Unisco il mio amore ai miei ricordi”.  (Gianpiero Landi)

Fonti

BLAB, Fondo Anarchici Castellani; Comune di Castel Bolognese, Anagrafe; Archivio Comunale di Castel Bolognese, Archivio Ufficio Leva, Ruolo Matricolare Comunale dei Militari. Classe dal 1906 al 1915; [Necrologio] G. Landi, Arsenio Borzatta, «Umanità Nova», 12 ottobre 1997.

Bibliografia

Oddo Diversi, Il territorio di Castelbolognese, Imola, Galeati, 1972, p. 232; Andrea Soglia, Lifonsi (Alfonso Borzatta), in Fatti, Tipi e Personaggi della Castel Bolognese del Novecento: personaggi tipici, a cura di Paolo Grandi, Quaderni per la storia di Castel Bolognese, 2022, pp. 11-21.  

Collezione

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