MARSILI, Alfredo

Tipologia Persona
Alfredo Marsili (Fonte: Archivio Centrale dello Stato, Casellario Politico Centrale, b. 3089, fasc. “Marsili Alfredo”)
Alfredo Marsili (Fonte: Archivio Centrale dello Stato, Casellario Politico Centrale, b. 3089, fasc. “Marsili Alfredo”)

Intestazione di autorità

Intestazione
MARSILI, Alfredo

Date di esistenza

Luogo di nascita
Roma
Data di nascita
5 ottobre 1895

Attività e/o professione

Qualifica
Falegname

Nazionalità

Italiana

Biografia / Storia

Nasce a Roma il 5 ottobre 1895, da Anna Marsili e padre ignoto, vive nel quartiere popolare di Torpignattara, di professione falegname, ha studiato fino alla terza elementare. Fin da giovane si professa anarchico; dalle autorità è considerato «violento» e «squilibrato di mente», in realtà è affetto da epilessia motivo per il quale è esonerato dall’esercito e non partecipa alla Grande Guerra. Negli anni del conflitto è su posizioni antimilitariste radicali e, nel 1917, viene condannato per disfattismo. Anche dal carcere continua, per quanto possibile, la sua partecipazione al movimento operaio romano inviando alla Camera del lavoro confederale, cui è iscritto, una lettera di adesione alla commemorazione dei “Martiri di Chicago”. Nel dopoguerra fa parte del Circolo anarchico attivo nella zona di Porta Pia intitolato a “Giovanni Montesi” (anarchico e segretario del Sindacato verniciatori di carrozze deceduto in carcere alla fine del 1918, con tutta probabilità per le percosse degli agenti) ed è membro della commissione camerale che organizza la raccolta di fondi per la famiglia del deceduto. Nelle stesse settimane fa parte della commissione incaricata di organizzare una dimostrazione pubblica per il ritorno di Malatesta in Italia, dimostrazione però vietata dalle autorità e che si svolgerà alla Casa del popolo in forma privata.
 

Il 12 gennaio dell’anno successivo è tra coloro che incontrano Malatesta appena giunto in città. Nel febbraio seguente è invece nella commissione organizzativa dei festeggiamenti per l’anniversario dell’uscita del quotidiano «Umanità nova», che si terranno anch’essi alla Casa del Popolo. In seguito alla marcia su Roma, nel dicembre 1922, la polizia organizza un’imponente operazione arrestando pressoché tutti gli anarchici più in vista della capitale tra cui Marsili. Considerato antifascista «irriducibile» è inserito nella lista delle persone da arrestare in determinate situazioni. Nel 1927 viene sottoposto ad ammonizione ma Marsili insiste nella sua propaganda antifascista e, l’anno seguente, ritenuto dalle autorità «pericoloso per l’ordine Nazionale dello Stato», è inviato al confino di Ponza per cinque anni, ma rientra anticipatamente alla fine del 1932 in seguito all’atto di clemenza promulgato in occasione del decennale della marcia su Roma.
 

Tornato nell’Urbe frequenta gli anarchici del quartiere S. Lorenzo che gravitano intorno a Renato Gentilezza e partecipa a raccolte di fondi per i confinati, attività che nel 1939 gli costano l’arresto e l’invio al confino per altri due anni. Tornato a Roma dalla colonia penale nel 1941, vive in condizioni assai difficili, non ha fissa dimora né possiede beni di sorta e riesce a lavorare solo saltuariamente. Mostra una certa capacità nell’eludere la sorveglianza, ma viene comunque arrestato e proposto per l’invio a Pisticci, ma il Ministero dell’Interno preferisce soprassedere e lasciarlo in carcere per poi, alla fine del 1942, affidarlo alla colonia di Ventotene, dove incontra altri compagni di idee residenti nella capitale come Cesare Ciotti; gli viene concesso di poter ricevere e inviare lettere alla sorella Maria. Caduto Mussolini, nell’agosto 1943 viene liberato e rinviato a Roma dove giunge il primo settembre, ma si rende nuovamente irreperibile tanto che la Questura dirama un ordine d’arresto e lo cercherà per mesi, ma di Marsili si perdono del tutto le tracce. (Roberto Carocci)

Fonti

Archivio Centrale dello Stato, Casellario Politico Centrale, b. 3089, fasc. “Marsili Alfredo”; Archivio Dello Stato di Roma, Questura, cat. A8 “Sorvegliati politici”, b. 452, fasc. “Marsili Alfredo”.

Bibliografia

R. Carocci, Roma sovversiva. Anarchismo e conflittualità sociale dall’età giolittiana al fascismo 1900-1926, Odradek, Roma, 2012, passim.

Collezione

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