RECCHI, Virgilio
Intestazione di autorità
- Intestazione
- RECCHI, Virgilio
Date di esistenza
- Luogo di nascita
- Livorno
- Data di nascita
- 14 gennaio 1900
- Note
- In altri documenti è indicata la data di nascita del 15 gennaio 1900
- Luogo di morte
- Livorno
- Data di morte
- 5 novembre 1982
Attività e/o professione
- Qualifica
- Operaio elettricista
Nazionalità
- Italiana
Biografia / Storia
Nasce a Livorno il 14 gennaio 1900 (in alcuni documenti è indicata il giorno 15), da Alceste e Gemma Lusardi, operaio elettricista. Abitante in Corso Amedeo 78 (a volte nei doc. è riportato anche il civico 91) lavora presso la Società Italiana Lavorazione Latta e Affini (SILLA), con stabilimento in via della Lepre 12. Coniugato con Ada Matteini.
È fra i fondatori della sezione livornese degli Arditi del popolo, schedato dal 1926 come anarchico. Secondo le autorità di polizia «Nell’opinione pubblica riscuote discreta fama. È di carattere vivace. Ha mediocre educazione, scarsa cultura; ha frequentato la 6^ classe elementare. È assiduo al lavoro. Spesso si associa agli anarchici locali, e più sovente a Magnozzi Gino, Consani Augusto, Bicchierai Amleto ed altri […] Appartiene alla setta anarchica, e per il passato non militò in altri partiti politici. È in corrispondenza epistolare con Monticelli Temistocle, Casella Postale 299 Roma, il quale è gerente del periodico anarchico “Libero accordo”, e con la Direzione e amministrazione del giornale “Fede”, del quale giornale si occupa, insieme ad altri, per la distribuzione clandestina ai compagni di fede […] Fa attiva propaganda delle sue idee politiche fra il ceto operaio […] A suo tempo prese parte a tutte le manifestazioni sovversive che si svolsero in questa città. Il suo domicilio è stato parecchie volte perquisito e gli furono sequestrate stampe sovversive e qualche nota di sottoscrizione». Inoltre, nel 1926, risultava «abbonato alla rivista anarchica “Pensiero e Volontà”», come desunto «da quaderni, rubriche ed appunti già appartenenti al defunto anarchico Malatesta Enrico [recte: Errico]».
Contraddicendo le deduzioni e le informazioni della Questura che lo ritiene un militante di secondo piano, nell’estate del 1925 Recchi partecipa a Livorno ad una riunione clandestina, tenutasi a bordo di un barcone in mare aperto, a cui presero parte il livornese Augusto Consani, il carrarino Ugo Mazzucchelli, due minatori anarchici di San Giovanni Valdarno e l’avenzino Gino Lucetti, in preparazione dell’attentato a Mussolini che lo stesso Lucetti avrebbe compiuto l’11 settembre 1926.
Durante il Ventennio, è costantemente vigilato e talvolta fermato per misure di polizia, ma senza incorrere in denunce, anche se «professa sempre teorie anarchiche». Nel luglio 1942 viene radiato dai sovversivi schedati, ma resta incluso fra quelli “comuni”.
Nel 1945, è nel Comitato di liberazione aziendale del Cantiere navale OTO e fa parte del Gruppo sindacale libertario; partecipa al Congresso fondativo della FAI in rappresentanza del gruppo “Pietro Gori”, ed entra nel Comitato sindacale della FAI, assieme ai livornesi Virgilio Antonelli e Leonildo Biasci e, presumibilmente, Cesare Bonetti di Cremona. Nel 1947 è nella Giunta esecutiva della Camera del lavoro di Livorno, in rappresentanza della componente anarchica nella CGIL. Muore a Livorno il 5 novembre 1982. (M. Rossi)
Fonti
Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Casellario politico centrale, ad nomen; Testimonianza orale di Virgilio Recchi in E. Pezzini, Gli arditi del popolo tra combattentismo e movimento operaio, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Pisa, Facoltà di Lettere e Filosofia, Istituto di Storia moderna e contemporanea, a.a. 1981-’82.
Bibliografia
Federazione Anarchica Italiana. Congressi e convegni (1944 -1962), a cura di U. Fedeli, Genova, Edizioni Libreria della F.A.I., 1963; M. Rossi, La battaglia di Livorno. Cronache e protagonisti del primo antifascismo (1920-1923), Ghezzano (PI), BFS, 2021; G. Sacchetti, Lavoro, democrazia, autogestione. Correnti libertarie nel sindacalismo italiano (1944-1969), Ariccia, Aracne, 2012.