TALAMUCCI, Aroldo

Tipologia Persona

Intestazione di autorità

Intestazione
TALAMUCCI, Aroldo

Date di esistenza

Luogo di nascita
Volterra
Data di nascita
18 ottobre 1905
Luogo di morte
Volterra
Data di morte
3 novembre 1971

Attività e/o professione

Qualifica
Alabastraio

Nazionalità

Italiana

Biografia / Storia

Nasce a Volterra il 18 ottobre 1905, da Silvio Giuseppe e Albina Mannucci, alabastraio. Nel 1930 è arrestato, insieme ad altri militanti, e condannato a sei anni di reclusione con l’accusa di essere uno dei «capo-settore» dell'organizzazione clandestina comunista. Sconta la pena nel penitenziario di Finalborgo a Finale Ligure dove è tra i protagonisti di una protesta organizzata contro il regime carcerario che gli costa altri tre anni di carcere. L’azione nasce contro la disposizione del Ministero della Giustizia di vietare la consegna ai detenuti di libri o riviste provenienti dall’estero; a seguito di tale decisione 14 detenuti rifiutano il cibo e il giorno successivo altri detenuti, tra questi Talamucci, in atto di solidarietà inscenano una protesta al grido di «Viva l’internazionale!», «Viva la Rivoluzione!» «Abbasso il Fascismo!». I rivoltosi si scontrano con le guardie carcerarie e vengono immediatamente denunciati all’autorità giudiziaria. Le carte di polizia descrivono Talamucci come una persona di «temperamento taciturno, di limitata istruzione, intelligente [...] di buona condotta morale [...] di carattere deciso e impulsivo e capace di compiere atti inconsulti». Nel novembre del 1932 è liberato per amnistia del decennale della marcia su Roma ed è vigilato fino al 1942. È una delle figure intorno alle quali si riorganizza il partito nel volterranno, nei primi anni quaranta. Talamucci nel 1943 partecipa a Pomarance alla riunione di fondazione del CLN locale, riunione che si svolge nella cantina di Armando Spinelli. Oltre a Talamucci sono presenti Ideale Guelfi, Gino Bellagamba, Concetto Calvani, Ferdinando Cavicchioli e Dino e Pietro Mori. Partecipa a vari azioni partigiane nel volterrano e nel dopoguerra è uno dei più autorevoli dirigenti locali del nuovo PCI partecipando alla segreteria provinciale nel 1946 e nel 1947 con l’incarico di responsabile dell’Ufficio quadri. Alla fine degli anni quaranta presiede la commissione finanziaria della Federazione e negli anni cinquanta assume anche la carica di vicesegretario provinciale del partito. Collaboratore de «Il Lavoratore» il settimanale delle Federazione comunista pisana dei primi anni cinquanta, per il partito compie viaggi conoscitivi nel mondo dei paesi dell'est e uno di questi, quello in Romania nel 1952, interviene con un dettagliato reportage sul periodico della federazione provinciale. Muore a Pisa il 3 novembre 1971. (M. Bacchiet)

Fonti

Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Casellario politico centrale, ad nomen; Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato. Decisioni emesse nel 1930, Roma, Ufficio storico dello SME, 1984, Sentenza n. 51, 18 dicembre 1930; Il Comitato federale eletto dal Congresso, «Il Lavoratore», settimanale della Federazione comunista pisana, 13 gennaio 1951.

Bibliografia

Trentennale della resistenza: ora e sempre resistenza, Volterra, [s.n.], 1975; P. G. Martufi La tavola del pane: storia della 23ª Brigata Garibaldi "Guido Boscaglia", con documenti e testimonianze sulla resistenza nelle province di Grosseto, Livorno, Pisa e Siena, Siena, ANPI, 1980; Pisa dall'antifascismo alla liberazione: numero unico, a cura dell'Amministrazione provinciale di Pisa d'intesa con il Comitato provinciale per la celebrazione del ventennale della Resistenza e della Liberazione, Pisa, Provincia di Pisa, 1990; G. Batistini e P. Ferrini, Volterra dalla Resistenza alla Liberazione, Volterra, Comune di Volterra, 1994; Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, 18 voll., Roma, 1989-1994, v. 18, p. 18; Sovversivi. Lavoratori dell’alabastro nel Casellario Politico Centrale. Volterra, Collettivo Distillerie, 2014, p. 58.

Collezione

Persona

Progetto

città