MACCHIA, Pietro Francesco
Intestazione di autorità
- Intestazione
- MACCHIA, Pietro Francesco
Date di esistenza
- Luogo di nascita
- Fauglia
- Data di nascita
- 20 gennaio 1879
- Luogo di morte
- Cecina
- Data di morte
- 21 maggio 1955
Attività e/o professione
- Qualifica
- Falegname
Nazionalità
- Italiana
Biografia / Storia
Nasce a Fauglia il 20 gennaio 1879, da Ferdinando e Marianna Macchia, falegname. Nelle carte di polizia è schedato come «propagandista attivo e influente» del Partito socialista e nel primo dopoguerra a Cecina ricopre la carica di assessore comunale. Il suo nome sale alle cronache quando viene tratto in arresto insieme ad un gruppo di altri militanti alla fine del gennaio 1921. Una squadra di fascisti composta da elementi di varie città ma di cui il nucleo più importante proviene da Livorno nella notte tra il 24 e il 25 gennaio 1921 era entrato nel municipio ricollocando al suo posto la targa della vittoria che era stata rimossa su ordine della Giunta comunale nel dicembre del 1920. L'incursione provoca la reazione dei dirigenti del Partito socialista e dei rappresentanti della Camera del lavoro che affrontano i fascisti armi alla mano scatenando una sparatoria al termine della quale rimane sul selciato il corpo ferito di Dino Leoni, squadrista di Livorno, che morirà qualche giorno dopo. Sono immediatamente arrestati Ersilio Ambrogi, sindaco di Cecina e da alcune settimane esponente di spicco comunista della costa tirrenica toscana, Alfredo Bonsignori e Macchia con l’accusa di essere esecutori e complici della morte del fascista livornese. Macchia è successivamente assolto per insufficienza di prove, ma è costretto a emigrare in Francia per evitare le ritorsioni squadriste. Nel paese transalpino si trattiene fino al 1927 per poi rientrare in Italia. Rimane costantemente vigilato dalle autorità di polizia che lo considerano un «comunista pericoloso» fino al 1942. Non si hanno notizie del suo impegno in politica dopo la Liberazione. Muore a Cecina il 21 maggio 1955. (M. Bacchiet)
Fonti
Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Casellario politico centrale, ad nomen.
Bibliografia
Antifascisti nel Casellario Politico Centrale, 18 voll., Roma, 1989-1994, v. 11, p. 334.