GAREMI, Ateo Tommaso
Intestazione di autorità
- Intestazione
- GAREMI, Ateo Tommaso
Date di esistenza
- Luogo di nascita
- Genova
- Data di nascita
- 6 marzo 1921
- Luogo di morte
- Torino
- Data di morte
- 21 dicembre 1943
Attività e/o professione
- Qualifica
- Taglialegna
Nazionalità
- Italiana
Biografia / Storia
Nasce a Genova il 6 marzo 1921 da una famiglia proletaria, sovversiva e libertaria, originaria di Calcinaia ma trasferitasi da tempo per motivi di lavoro nel capoluogo ligure. Dopo la metà degli anni Venti la famiglia per sfuggire alle persecuzioni dei fascisti emigra in Francia, nei dintorni di Marsiglia, dove il giovane Ateo nei primi anni Trenta frequenta le scuole ed entra nel mondo del lavoro come semplice taglialegna. La famiglia continua ad essere in relazione con fuorusciti antifascisti, soprattutto liguri, toscani e piemontesi, ed è probabile che in questo ambiente il giovane figlio abbia appreso i primi rudimenti di cultura politica. Ateo appena diciassettenne accorre volontario nelle brigate internazionali per partecipare alla difesa della repubblica spagnola [da verificare]. All'inizio del Secondo conflitto mondiale si avvicina al PCF e, dopo l'occupazione tedesca, entra in clandestinità.
Tra i più audaci combattenti della regione di Marsiglia, Garemi, dopo l'8 settembre 1943, torna in Italia e diviene l'organizzatore e il primo comandante dei GAP di Torino. Il suo gruppo, composto da militanti provenienti dalle file libertarie e comuniste è responsabile di alcune azioni, tra cui un volantinaggio al cinema Apollo, seguito all'interruzione dello spettacolo. La mattina del 25 ottobre 1943, intorno alle 8,15, con l'anarchico Dario Cagno organizza un agguato contro Domenico Giardina seniore della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, scambiandolo, probabilmente, per il più noto Piero Brandimarte. In seguito a un'infiltrazione operata da un milite fascista, il gruppo viene smantellato. Arrestato il 27 ottobre 1943, con Dario Cagno viene torturato, processato e condannato a morte dal Tribunale speciale di Torino per complicità nell'uccisione di Giardina. Secondo un articolo pubblicato il 25 aprile del 1963 su «Il Lavoratore», periodico della federazione pisana del PCI, al presidente del Tribunale che, a seguito della condanna a morte, lo esorta a chiedere al grazia al duce, Garemi risponde: «Non chiederò nessuna grazia. Non sono io che devo aver paura; io ho compiuto il mio dovere di proletario, di italiano e di comunista. Sono sereno e la morte non mi spaventa: siete voi che dovete aver paura, voi che morirete nell'ignominia come tutti i traditori». Garemi e Cagno vengono fucilati il 21 dicembre 1943 nel cortile della caserma «Monte Grappa», dove nel dopoguerra venne apposta una lapide a ricordo. Subito dopo la morte per onorarne la memoria, prenderà il suo nome la 45a Brigata Garibaldi (poi 8ª divisione Garibaldi Asti) operante nell'astigiano. (M. Bacchiet e F. Bertolucci)
Nell'ottobre del 1971 a Calcinaia nell'atrio del palazzo del municipio viene posta una lapide in ricordo di Ateo Garemi, Vasco Corsi e Nevilio Casarosa, con la seguente epigrafe:
Ai valorosi comandanti partigiani figli di questa terra / VASCO CORSI e ATEO GAREMI / che nella lotta antifascista caddero combattendo / i comuni di Calcinaia e di Arles (Francia), loro patria di adozione / onorano con questa lapide. / Calcinaia accomuna nelle onoranze l'altro suo figlio / NEVILIO CASAROSA / fulgida figura di comandante partigiano / caduto per la stessa causa. Calcinaia, 24 ottobre 1971.
Fonti
Archivio di Stato di Torino, Prefettura di Torino, Gabinetto, b. 545. Istituto storico della Resistenza in Piemonte, Archivio storico, Dossier B. 81/a fasc. 261, ogg.: Uccisione seniore Giardina Domenico avvenuta a Torino il 25 ottobre 1943.
Bibliografia
R. Luraghi, Il movimento operaio torinese durante la resistenza, Torino, Einaudi, 1958, pp. 121-122; R. Vanni, Fascismo e antifascismo in provincia di Pisa dal 1920 al 1944, Pisa, Giardini, 1967, p. 223; Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, v. 2 D-G, Milano, La Pietra, 1971, ad nomen; T. Imperato, Anarchici a Torino. Dario Cagno e Ilio Baroni nella Resistenza 1943-'45, «Rivista storica dell'anarchismo», luglio-dicembre 1995, pp. 53-73; A. Colombi, Un giovane pisano caduto a Torino. La figura di Ateo Garemi, valoroso comandante gappista, in Ora e sempre: Resistenza. 50 anni di storia: testimonianze dei protagonisti e documenti, Pisa, Provincia di Pisa, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, stampa 1995; M. Renosio, Colline partigiane. Resistenza e comunità contadina nell'astigiano, Milano, F. Angeli, 1994; F. Giulietti, Cagno Dario, in Dizionario biografico degli anarchici italiani, t. 1, Pisa, BFS edizioni, 2003, pp. 289-290.
Link esterni
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