GARZONIO, Pietro

Tipologia Persona

Intestazione di autorità

Intestazione
GARZONIO, Pietro

Date di esistenza

Luogo di nascita
Milano
Data di nascita
23/03/1870
Luogo di morte
Milano
Data di morte
29/06/1939

Attività e/o professione

Qualifica
Medico chirurgico

Nazionalità

Italiana

Biografia / Storia

Nasce a Milano il 23 marzo 1870, medico chirurgico. Nel 1894 è condannato a un mese di detenzione dal tribunale di Milano per oltraggio alla forza pubblica in occasione della commemorazione di Garibaldi. Giunge In Egitto nel 1897 e l'anno successivo pubblica un articolo sul giornale «La Reforme» (a. 4, n. 280, 29 novembre 1898) in cui offende le autorità consolari. Viene così condannato per oltraggio a pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni a un anno di detenzione dal Tribunale consolare di Alessandria d’Egitto, pena poi ridotta a sei mesi dal Tribunale di Ancona nel 1899. Sempre nello stesso anno è accusato, poi completamente scagionato insieme a tutti i suoi compagni, per vari reati nell’ambito del processo per l’attentato che avrebbe dovuto colpire l’Imperatore di Germania, passato alle cronache come “complotto di Alessandria”. Nel 1901 compare tra i fondatori dell’Università Popolare Libera e proprio durante una della sue lezioni che viene accusato di apologia di reato per aver definito Gaetano Bresci: «coraggioso benemerente dell’umanità che ha preferito la morte alla schiavitù». Insieme a lui è processato anche Antonio Torcia di Miglierina (Catanzaro), anch’egli precedentemente processato perché facente parte del “complotto di Alessandria”, la sera della conferenza è accusato per aver applaudito la frase di Garzonio. Il tribunale di Alessandria lcondanna entrambi rispettivamente a cento giorni e tre mesi di detenzione. La sentenza è confermata dal Tribunale di Ancona che rigetta l’appello. Non si hanno più notizie di Garzonio fino agli anni Venti, nel periodo compreso tra il 1928 e il 1930 Garzonio è definito come massone, «in relazione» con l’anarchica Charlotte Rosenthal. Egli stesso ebreo fa parte dei gruppi radicali israeliti di Alessandria (si v. in proposito la scheda biografia di Maria Anastasi). Alla fine degli anni ’30, ancora residente ad Alessandria d’Egitto, è descritto come anarchico e antifascista ma lontano dalla militanza politica, nonostante ciò è iscritto alla «Rubrica di frontiera». Muore il 29 giugno 1939 a Milano. (C. Paonessa)

Fonti

Fonti: Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Casellario politico centrale, ad nomen; Archivio del Ministero degli Affari esteri - Roma, Fondo “Ambasciata d’Egitto”, vari fascicoli; Fondo Tribunale consolare di Alessandria, processi penali, anno 1901.

Persona

provincia