Biblioteca Franco Serantini

BUCCIARELLI, Guido

Tipologia Persona

Intestazione di autorità

Intestazione
BUCCIARELLI, Guido

Date di esistenza

Luogo di nascita
Modena
Data di nascita
12/08/1901
Luogo di morte
URSS

Attività e/o professione

Qualifica
Muratore

Nazionalità

Italiana

Biografia / Storia

Nasce a Modena il 12 agosto 1901 da Diego e Candida Strozzi, muratore. Partecipa alle lotte del Biennio rosso nel 1919-1920. Entra a far parte di un gruppo anarchico nella seconda metà del 1920, in una realtà segnata pesantemente dall’eccidio del 7 aprile 1920 (cinque operai uccisi dalla forza pubblica in piazza Grande a Modena), e dagli arresti di una trentina di militanti e dirigenti della Federazione comunista anarchica e della CdL sindacalista, coinvolti in un furto di mitragliatrici progettato per difendere le manifestazioni operaie. L’11 novembre 1921 mentre sta rincasando in compagnia dell’anarchico Renzo Cavani cade in un agguato, ma i due reagiscono uccidendo il fascista Gino Tabaroni e ferendone un altro. I fascisti intendevano colpire in realtà Renzo Cavani, ritenuto responsabile dell’uccisione di un altro fascista, avvenuta mesi prima. Dopo questo conflitto a fuoco B. e Cavani decidono di fuggire dall’Italia (nel 1923 la Corte d’assise di Modena li condannerà a 30 anni di reclusione per l’uccisione di Tabaroni) e dopo varie peripezie arrivano in URSS, a Odessa. Qui incontrano l’anarchico modenese Luigi Evangelisti, ma mentre Cavani ed Evangelisti si trasferiscono in Francia, B. rimane in questo paese. Le notizie sulla sua permanenza in URSS sono abbastanza scarne, e qualche volta contraddittorie tra loro. Nel 1928 risulta essere a Mosca, ma poi è segnalato a Novorossijsk, sul Mar Nero, dove secondo l’Ambasciata italiana lavora in un’officina meccanica e svolge “propaganda comunista”. Nel 1933 è arrestato a Teodosia dalla polizia politica: il fermo è segnalato anche dall’ambasciata, che informa le autorità italiane che B. “a causa della propaganda anarchica fatta in quel paese sarebbe stato arrestato e sarebbe uscito dal carcere da poco”. Nel 1935 è in Crimea, a Simferopol, dove lavora come direttore dell’autorimessa del Commissariato del popolo per l’agricoltura. Risulta sposato con una sovietica e padre di un bambino. Nel 1937 i dirigenti del PCdI che lavorano alla Sezione quadri del Komintern prendono in esame la sua situazione, ma non sono in grado di assumere informazioni sulla sua vita e sulle sue posizioni politiche. L’anno dopo, nel periodo del “grande terrore stalinista”, è arrestato per “attività controrivoluzionaria”. Inviato in un Gulag, vi muore in data imprecisata. (C. Silingardi)

Fonti

Fonti: Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Casellario politico centrale, ad nomen; rgaspi [Rossijskij Gosudarstvennyj Archiv Social’no-Politièeskoj Istorii], 513 2 64 e 513 2 69.

​Bibliografia: C. Silingardi, Rivoluzio Gilioli. Un anarchico nella lotta antifascista 1903-1937, Modena 1984; C. Silingardi, Gli anarchici modenesi tra fuoriuscitismo e rivoluzione in Spagna, «Rassegna di storia», mag. 1987; R. Caccavale, La speranza Stalin. Tragedia dell’antifascismo italiano nell’URSS, Roma 1989; E. Dundovich, Tra esilio e castigo. Il Komintern, il PCI e la repressione degli antifascisti italiani in URSS (1936-38), Roma 1998; A. Pirondini, Anarchici a Modena. Dizionario biografico. Milano, Zero in condotta, 2012.

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