CONTE, Giulio

Tipologia Persona

Intestazione di autorità

Intestazione
CONTE, Giulio

Date di esistenza

Luogo di nascita
San Nazario
Data di nascita
July 1 1899
Luogo di morte
Genova

Biografia / Storia

Nasce a San Nazario (Vi) il 1° luglio 1899 da Antonio e Antonia Benacchio, bracciante, poi decoratore, detto “Napoleone” e “Il Conte”. Frequenta le prime quattro classi delle scuole elementari e viene avviato al lavoro, ma completa la sua cultura con letture di varia natura e con studi successivi con i quali conseguirà la licenza commerciale. Aderisce dapprima alle idee socialiste e poi, dopo la scissione di Livorno, alla sezione locale dei Giovani comunisti. Nel 1922, cedendo alle pressioni familiari, si iscrive al PNF, prendendo parte alla marcia su Roma. Nel 1923 C. si trasferisce a Cornigliano (Ge), qui lavora, per un certo periodo, alle acciaierie Ansaldo. A causa di una malattia, deve abbandonare il lavoro e impiegarsi come venditore di libri per una casa editrice di Milano, dove, nel 1925, si trasferisce. Sono questi gli anni della sua conversione all’anarchismo e al sindacalismo: stringe rapporti con gli anarchici Gino Petracchini e Virgilio Salvatore Mazzoni e i dirigenti dell’USI Giovannetti e Modugno. In seguito si trasferisce a Torino dove lavora per un certo tempo alla Michelin, ma, licenziato, non trova più lavoro perché espulso dal PNF e non iscritto al sindacato di regime. Ritorna nel 1926 a Genova dove, in agosto, sposa Eleonora Benazzi, ma nel settembre di quell’anno è obbligato ad espatriare in Francia, dove si stabilisce a Evian-les-Bains (Alta Savoia). In Francia svolge un’accesa attività antifascista e diventa responsabile di una sezione della LIDU. Nel 1928 viene iscritto in “Rubrica di frontiera” per vigilanza “perché ritenuto capace di atti inconsulti e pertanto pericoloso”. Alla fine di quell’anno nell’ambiente dell’emigrazione italiana in Savoia si sparge la voce del passato fascista di C., ma questi riesce a provare la buona fede e la sincerità della sua conversione all’antifascismo. Nel 1929, C. viene raggiunto dalla moglie, anch’essa espatriata clandestinamente. Nel 1930, C. risiede ad Annemasse, dove continua l’attività antifascista e di propaganda anarchica. A causa di ciò l’iscrizione in “Rubrica di frontiera” viene modificata in individuo da fermare e nel 1933 viene iscritto nell’elenco dei sovversivi capaci di atti terroristici. Nel gennaio del 1936, C. partecipa a una riunione di anarchici a Ginevra, presieduta da L. Bertoni, nella quale si fa il punto sulle difficoltà che il movimento attraversa in Francia. Nel febbraio dello stesso anno, C. è fra gli esponenti più in vista del Fronte Unico di Annemasse. Nel settembre, sempre del 1936, C. parte per la Spagna e si arruola nella Colonna Italiana, ma dopo pochi mesi è costretto a rientrare in Francia a causa di una malattia. Tuttavia C. continua a prestare la sua opera ai rivoluzionari spagnoli nel Comitato di Chambery (di cui fanno parte, tra gli altri, T. Serra, D. Armanetti e E. Zambonini) che agevola le partenze dei volontari. Allo scoppio della Guerra mondiale, C. viene internato a Vernet-d’Ariege e qui rimane fino all’aprile del 1941, quando viene consegnato alle autorità italiane. Arrestato, viene assegnato a cinque anni di confino da scontarsi a Ventotene e lì inviato. Liberato alla caduta del fascismo, nel luglio del 1943, C. fa ritorno a Genova dove prende parte attiva alla lotta partigiana nel Comando regionale del Corpo Volontari della Libertà, con il nome di battaglia di “Mario”. Gravemente ammalato muore a Genova, all’ospedale S. Martino, il 25 novembre 1954. (G. Barroero)
 

Fonti

Fonti: Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Casellario politico centrale, ad nomenLettera di Rossana Conte del 30 sett. 2002.

Codice identificativo dell'istituzione responsabile

181

Note

Paternità e maternità: Antonio e Antonia Benacchio

Bibliografia

2003

Persona

Collezione

frazione